Diagnostica delle infezioni parassitarie
Analisi per parassiti a Dnipro: diagnosi complessa di elminti e protozoi.
PARASITOSI
Uno sguardo analitico del medico
La logica è semplice: prima il nucleo farmacologico, poi gli schemi terapeutici reali, successivamente il ruolo della naturopatia e, infine, i segni clinici che devono far pensare alla parassitosi.
NUCLEO FARMACOLOGICO:
1.1. Albendazolo
Praticamente lo strumento di lavoro principale.
Spettro: nematodi, alcune invasioni tissutali e sistemiche.
Ruolo: farmaco di prima scelta per la maggior parte dei sospetti nematodi, salvo specifiche controindicazioni.
Caratteristica della pratica italiana: dosaggi e durata dei cicli sono spesso più conservativi rispetto ai paesi dove le parassitosi sono più diffuse. I medici seguono schemi approvati dall’EMA e non protocolli “aggressivi”.
1.2. Mebendazolo
Farmaco classico per l’enterobiasi e altri nematodi intestinali in bambini e adulti.
Vantaggio: facilità con i cicli brevi e l’esperienza accumulata dell’uso sicuro.
Svantaggio: già meno universale rispetto all’albendazolo e viene considerato più come un farmaco per un compito specifico, anziché di base.
1.3. Pyrantel
Farmaco delicato per le tipiche parassitosi “domestiche”.
Nicho pratico: enterobiasi, ascaridiasi, soprattutto in bambini e persone con elevata sensibilità ai farmaci.
Vantaggio: ottimo profilo di tollerabilità.
Svantaggio: praticamente inutile per i cestodi e altre invasioni più complesse, quindi adatto solo a scenari semplici.
1.4. Niclosamide
Farmaco di nicchia contro i vermi piatti (cestodi).
Meccanismo: agisce prevalentemente nel lume intestinale, con quasi assorbimento.
Realtà: viene usato poco, poiché le diagnosi di teniasi e difilobotriose sono rare. Tuttavia, per il medico che pensa ai cestodi, rappresenta uno strumento importante.
1.5. Praziquantel
Farmaco per uno spettro più complesso di cestodi e trematodi.
Pratica reale: solitamente prescritto nei reparti infettivologici specializzati o nei centri di medicina tropicale, e non a livello del “medico di famiglia”.
SCHEMI TERAPEUtici REALI:
Gli schemi seguenti non intendono essere esaustivi, ma riflettono le decisioni tipiche:
1. Enterobiasi: Pyrantel somministrato una volta con obbligo di ripetizione a 14 giorni.
Logica: interrompere il ciclo di reinvasione.
2. Ascaridiasi: Albendazolo 400 mg somministrato una volta; in caso di necessità, controllare e ripetere.
3. Trichuriasis (verme frustal): Mebendazolo 100 mg due volte al giorno per 3 giorni.
4. Ancylostomiasi: Albendazolo 400 mg quotidiano per 3 giorni, con valutazione dell’emoglobina e dei livelli di ferro.
5. Teniasi: Niclosamide o Praziquantel, sempre su prescrizione e sotto controllo, con valutazione del rischio di ostruzione e delle condizioni concomitanti.
6. Strongyloidiasi: Ivermectina, solamente sotto controllo medico, considerando lo status immunitario, il rischio di iperinfettività e la terapia concomitante (soprattutto con glucocorticoidi).
DOVE SI COLLOCA LA NATUROPATIA?
I rimedi naturopatici e nutraceutici, nel contesto delle parassitosi, giocano un ruolo di supporto.
Funzioni realistiche:
• Sostegno al fegato e detossificazione
• Correzione delle carenze di micronutrienti
• Ripristino della mucosa intestinale
• Intervento sulla microbiota
Funzioni erroneamente attribuite:
• “Deparassitizzazione completa” senza l’uso di farmaci
• “Eliminazione di tutti i parassiti” senza una diagnosi preventiva
• Sostituzione di Albendazolo, Mebendazolo, Praziquantel e altri farmaci sistemici
La logica è semplice: se si parla di un processo invasivo comprovato, la terapia deve basarsi sulla farmacologia. I nutraceutici e la fitoterapia possono supportare il recupero, ma non devono sostituire le molecole farmacologiche, specialmente nelle parassitosi tissutali e sistemiche.
QUANDO ANDREBBE CONSIDERATO LA PARASITOSI?
I sintomi delle infezioni parassitarie raramente sono “puri”. Spesso si tratta di un insieme di affezioni disparate che, analizzate attentamente, assumono un quadro unificato. È utile raggruppare i segni per sistemi.
Stanchezza sistemica e stati di carenza:
• Debolezza cronica, sonnolenza, diminuzione della resistenza
• Carenze di ferro, zinco, rame, vitamine del gruppo B, resistenti alla terapia standard
Meccanismo: i parassiti sottraggono nutrienti, danneggiano la mucosa e le microvilli intestinali, compromettendo l’assorbimento.
Modifiche psico-emotivo-cognitive:
• Ansia, irritabilità, umore instabile
• Sensazione di “nebbia cerebrale” e diminuzione della concentrazione
Relazione: l’infiammazione intestinale e il disbiosi modificano il profilo dei neurotrasmettitori e l’asse intestino-cervello. Alcuni parassiti possono davvero modificare i comportamenti e le reazioni.
Pelle, capelli, unghie:
• Perdita di capelli, fragilità delle unghie, pelle secca
• Derme subcliniche persistenti
Causa: carenza cronica di micronutrienti e vitamine, oltre all’esposizione costante a tossine parassitarie e complessi immunitari.
Sintomi digestivi:
• Gonfiore, alternanza di stipsi e diarrea
• Dolori colici, specialmente dopo i pasti
• Episodi di ostruzione intestinale parziale in caso di invasione massiva (ascaridi)
È importante notare che questi sintomi sono aspecifici, ma se accompagnati da carenze e manifestazioni cutanee, è ragionevole sospettare la presenza di parassiti.
Reazioni cutanee e allergiche:
• Eruzioni cutanee, eczema, orticaria
• Allergie improvvise o in aumento
Logica: i prodotti del metabolismo parasitario stimolano costantemente il sistema immunitario, spingendolo verso una iperreattività.
Sintomi notturni:
• Prurito nell’area peri-anale, soprattutto durante la notte
• Talvolta bruxismo durante il sonno
Questa è la classica presentazione dell’enterobiasi e di alcuni altri nematodi, associata a disturbi del sonno in bambini e adulti.
Temperatura subfebbrile:
• Valori cronici tra 37°C e 37,5°C senza una causa evidente
Interpretazione: una lenta e prolungata reazione immunitaria a un carico antigenico cronico.
Manifestazioni polmonari in assenza di un’infezione tipica:
• Tosse secca, episodi di soffocamento
• Infiltrati migranti evidenziati dagli esami di imaging
È possibile che si verifichi una fase “migratoria” nell’ascaridiasi o in altre infezioni elmintiche, mentre il verme transita attraverso il tessuto polmonare.
Segnali epatobiliares:
• Sensazione di pesantezza o dolore nel quadrante destro ipocondriaco
• Episodi di ittero cutaneo e sclera
Alcuni parassiti colpiscono i dotti biliari e il parenchima epatico, richiedendo non soltanto una terapia antiparassitaria, ma un approccio gastroenterologico complessivo.
Modifiche nelle preferenze alimentari:
• Voglia marcata di dolci e carboidrati semplici
Spiegazione: i parassiti consumano attivamente il glucosio, condizionando indirettamente una necessità insolita e persistente di zucchero nel paziente.
RIEPILOGO PER IL MEDICO:
1. Il farmaco di riferimento è l’Albendazolo; le altre molecole assumono il ruolo di strumenti specializzati.
2. Il successo della terapia dipende non dal numero di farmaci disponibili, ma dalla precisione della diagnosi e dal collegamento corretto dei sintomi con una possibile invasione.
3. La naturopatia è appropriata come supporto, per il recupero e la correzione delle carenze, ma non come sostituto dei farmaci antiparassitari.
4. Qualunque quadro clinico “vago” accompagnato da carenze, sintomi cutanei e digestivi merita almeno una volta la domanda diretta: non si nasconde dietro questo quadro una parassitosi cronica?
DIAGNOSTICA EMATICA:
2.1. Eosinofili Totali:
L’aumento degli eosinofili è caratteristico delle parassitosi tissutali e migratorie: toxocarosi, ancilostomiasi, strongyloidiasi, schistosomiasi.
Commento: eosinofili nella norma non escludono la parassitosi, ma un livello elevato richiede quasi sempre la ricerca del parassita.
2.2. IgE Totali
Marcatore aspecifico ma utile. L’aumento è tipico nelle elmintiasi e nelle reazioni allergiche ai prodotti del loro metabolismo.
2.3. Serologia (ELISA):
• Toxocara
• Strongyloides
• Echinococcus
• Schistosoma
• Fasciola
La serologia viene utilizzata in caso di sospetta invasione tissutale e sistemica, quando l’analisi delle feci risulta poco informativa.
DIAGNOSTICA DELLE FECI:
Coproparassitologico Standard:
Analisi tripla delle feci a intervalli di 48 ore. Rileva uova di ascaridi, ossiuri, trichuris, ancylostoma, lamblia, amebe.
Commento: la sensibilità aumenta con la raccolta seriale dei campioni. Il test standard spesso trascura parassiti in presenza di infezioni lievi.
Ricerca Antigeni di Giardia e Cryptosporidium:
Determinazione immunoenzimatica degli antigeni.
Elevata sensibilità per giardiasi e criptosporidiosi.
Commento: questi test vengono eseguiti regolarmente, soprattutto in pediatria.
Ricerca Proglottidi e Tenie:
Ricerca dei frammenti dei cestodi.
Utilizzata in caso di sospetta teniasi o difilobotriose.
BIOCHIMICA DEL FEGATO:
Gli esami non cercano direttamente il parassita, ma aiutano a riconoscere le conseguenze:
• Bilirubina e GGT elevate in caso di opisthorchiasi o coinvolgimento dei dotti biliari
• Ferritina cronicamente bassa in casi di giardiasi, ancilostomiasi, strongyloidiasi
LOGICA DELLA DIAGNOSTICA:
1. Se il sintomo principale è gastroenterologico, iniziare con l’analisi tripla delle feci.
2. In presenza di marcata eosinofilia, aggiungere subito la serologia per toxocara, strongyloidi, schistosomi.
3. Se i sintomi sono sistemici e di lunga durata, integrare con IgE, biochimica epatica e pannelli per gli elmintici tissutali.
4. Se nelle feci non si trova nulla, ma la clinica persiste, passare a serologia e PCR.
--------------------------------------------------
Nel nostro laboratorio viene eseguita una diagnostica completa delle malattie parassitarie utilizzando metodi moderni — ELISA, PCR e microscopia.
Determiniamo la presenza di anticorpi e del DNA degli agenti eziologici principali di elmintiasi e infezioni protoszoarie.
Test sierologici (ELISA, sangue):
- Giardiasi, Giardia lamblia, anticorpi totali (IgG+IgM+IgA)
- Ascaridiasi, Ascaris lumbricoides, anticorpi IgG
- Toxocariosi, Toxocara canis, anticorpi IgG
- Opisthorchiasi, Opisthorchis felineus, anticorpi IgG
- Echinococcosi, Echinococcus granulosus, anticorpi (IgG + IgA)
- Trichinellosi, Trichinella spiralis, anticorpi (IgG + IgA)
PCR-panels per l’identificazione del DNA dei parassiti (qualitativo, su feci)
Panel “Elmintici intestinali” (9 agenti):
• Enterocytozoon spp./Encephalitozoon spp.
• Strongyloides spp.
• Hymenolepis spp.
• Ascaris spp.
• Taenia spp.
• Trichuris trichiura
• Ancylostoma spp.
• Enterobius vermicularis
• Necator americanus
Panel “Parassiti intestinali protozoari” (6 agenti):
• Giardia lamblia
• Entamoeba histolytica
• Cryptosporidium spp.
• Blastocystis hominis
• Dientamoeba fragilis
• Cyclospora cayetanensis
Inoltre, viene eseguita l’analisi delle feci mediante il metodo di concentrazione (Parasep) per l’individuazione microscopica di uova e cisti dei parassiti.
Per una valutazione completa dello stato dell’organismo possono essere prescritti:
• Emocromo completo (con formula leucocitaria)
• Analisi generale delle urine
• Proteina cationica eosinofilica (ECP) — indicatore dell’attività allergica e parassitaria
• Immunoglobulina E (IgE totale)
• Profilo epatico (proteine totali, albumina, bilirubina, ALT, AST, fosfatasi alcalina, GGT)
Esami aggiuntivi (a pagamento):
- Anisakis simplex o verme della sardina, anticorpi / Anisakis simplex (l-ab Redger, Germania)
(Indirect Immunofluorescence Test (IIFT)) – analisi immunofluorescente indiretta per la determinazione qualitativa.
Indicazioni:
• In presenza di sintomi da anisakiasi (dolore addominale, nausea e vomito, nonché eruzioni cutanee e prurito dopo il consumo di pesce crudo).
• In pazienti con anamnesi professionale (pescatori, addetti alla vendita del pesce, cuochi) o alimentare (consumo di pesce o calamari crudi).
- Calprotectina fecale (feci)
La calprotectina è una proteina rilasciata dai leucociti in caso di infiammazione.
Se presente in quantità elevate nelle feci → indica un processo infiammatorio intestinale.
- Sangue occulto nelle feci
Test che rileva un sanguinamento non visibile ad occhio nudo nel tratto gastrointestinale.
- Elastasi pancreatica (feci)
Utilizzata per la diagnosi di insufficienza enzimatica, pancreatite cronica e disturbi digestivi.
Metodi di indagine:
• Microscopia — permette l’osservazione visiva di uova e larve dei parassiti.
• Analisi ELISA — rileva gli anticorpi contro i più diffusi agenti eziologici.
• Diagnostica PCR — determina, con elevata precisione anche nelle fasi iniziali dell’infezione, frammenti di DNA dei parassiti.
Quando è consigliato sottoporsi agli esami:
• In presenza di stanchezza cronica, allergie frequenti, eruzioni cutanee;
• In caso di disturbi digestivi e riduzione delle difese immunitarie;
• Prima della gravidanza o di interventi programmati;
• Per controllare l’efficacia di un trattamento eseguito.
I nostri vantaggi:
• Strumentazione di laboratorio moderna e reagenti certificati;
• Elevata precisione, attendibilità e rapidità nell’esecuzione degli esami;
• Accesso online comodo ai risultati;
• Possibilità di ottenere una consulenza da un medico infettivologo e un parere complessivo.
Uno sguardo analitico del medico
La logica è semplice: prima il nucleo farmacologico, poi gli schemi terapeutici reali, successivamente il ruolo della naturopatia e, infine, i segni clinici che devono far pensare alla parassitosi.
NUCLEO FARMACOLOGICO:
1.1. Albendazolo
Praticamente lo strumento di lavoro principale.
Spettro: nematodi, alcune invasioni tissutali e sistemiche.
Ruolo: farmaco di prima scelta per la maggior parte dei sospetti nematodi, salvo specifiche controindicazioni.
Caratteristica della pratica italiana: dosaggi e durata dei cicli sono spesso più conservativi rispetto ai paesi dove le parassitosi sono più diffuse. I medici seguono schemi approvati dall’EMA e non protocolli “aggressivi”.
1.2. Mebendazolo
Farmaco classico per l’enterobiasi e altri nematodi intestinali in bambini e adulti.
Vantaggio: facilità con i cicli brevi e l’esperienza accumulata dell’uso sicuro.
Svantaggio: già meno universale rispetto all’albendazolo e viene considerato più come un farmaco per un compito specifico, anziché di base.
1.3. Pyrantel
Farmaco delicato per le tipiche parassitosi “domestiche”.
Nicho pratico: enterobiasi, ascaridiasi, soprattutto in bambini e persone con elevata sensibilità ai farmaci.
Vantaggio: ottimo profilo di tollerabilità.
Svantaggio: praticamente inutile per i cestodi e altre invasioni più complesse, quindi adatto solo a scenari semplici.
1.4. Niclosamide
Farmaco di nicchia contro i vermi piatti (cestodi).
Meccanismo: agisce prevalentemente nel lume intestinale, con quasi assorbimento.
Realtà: viene usato poco, poiché le diagnosi di teniasi e difilobotriose sono rare. Tuttavia, per il medico che pensa ai cestodi, rappresenta uno strumento importante.
1.5. Praziquantel
Farmaco per uno spettro più complesso di cestodi e trematodi.
Pratica reale: solitamente prescritto nei reparti infettivologici specializzati o nei centri di medicina tropicale, e non a livello del “medico di famiglia”.
SCHEMI TERAPEUtici REALI:
Gli schemi seguenti non intendono essere esaustivi, ma riflettono le decisioni tipiche:
1. Enterobiasi: Pyrantel somministrato una volta con obbligo di ripetizione a 14 giorni.
Logica: interrompere il ciclo di reinvasione.
2. Ascaridiasi: Albendazolo 400 mg somministrato una volta; in caso di necessità, controllare e ripetere.
3. Trichuriasis (verme frustal): Mebendazolo 100 mg due volte al giorno per 3 giorni.
4. Ancylostomiasi: Albendazolo 400 mg quotidiano per 3 giorni, con valutazione dell’emoglobina e dei livelli di ferro.
5. Teniasi: Niclosamide o Praziquantel, sempre su prescrizione e sotto controllo, con valutazione del rischio di ostruzione e delle condizioni concomitanti.
6. Strongyloidiasi: Ivermectina, solamente sotto controllo medico, considerando lo status immunitario, il rischio di iperinfettività e la terapia concomitante (soprattutto con glucocorticoidi).
DOVE SI COLLOCA LA NATUROPATIA?
I rimedi naturopatici e nutraceutici, nel contesto delle parassitosi, giocano un ruolo di supporto.
Funzioni realistiche:
• Sostegno al fegato e detossificazione
• Correzione delle carenze di micronutrienti
• Ripristino della mucosa intestinale
• Intervento sulla microbiota
Funzioni erroneamente attribuite:
• “Deparassitizzazione completa” senza l’uso di farmaci
• “Eliminazione di tutti i parassiti” senza una diagnosi preventiva
• Sostituzione di Albendazolo, Mebendazolo, Praziquantel e altri farmaci sistemici
La logica è semplice: se si parla di un processo invasivo comprovato, la terapia deve basarsi sulla farmacologia. I nutraceutici e la fitoterapia possono supportare il recupero, ma non devono sostituire le molecole farmacologiche, specialmente nelle parassitosi tissutali e sistemiche.
QUANDO ANDREBBE CONSIDERATO LA PARASITOSI?
I sintomi delle infezioni parassitarie raramente sono “puri”. Spesso si tratta di un insieme di affezioni disparate che, analizzate attentamente, assumono un quadro unificato. È utile raggruppare i segni per sistemi.
Stanchezza sistemica e stati di carenza:
• Debolezza cronica, sonnolenza, diminuzione della resistenza
• Carenze di ferro, zinco, rame, vitamine del gruppo B, resistenti alla terapia standard
Meccanismo: i parassiti sottraggono nutrienti, danneggiano la mucosa e le microvilli intestinali, compromettendo l’assorbimento.
Modifiche psico-emotivo-cognitive:
• Ansia, irritabilità, umore instabile
• Sensazione di “nebbia cerebrale” e diminuzione della concentrazione
Relazione: l’infiammazione intestinale e il disbiosi modificano il profilo dei neurotrasmettitori e l’asse intestino-cervello. Alcuni parassiti possono davvero modificare i comportamenti e le reazioni.
Pelle, capelli, unghie:
• Perdita di capelli, fragilità delle unghie, pelle secca
• Derme subcliniche persistenti
Causa: carenza cronica di micronutrienti e vitamine, oltre all’esposizione costante a tossine parassitarie e complessi immunitari.
Sintomi digestivi:
• Gonfiore, alternanza di stipsi e diarrea
• Dolori colici, specialmente dopo i pasti
• Episodi di ostruzione intestinale parziale in caso di invasione massiva (ascaridi)
È importante notare che questi sintomi sono aspecifici, ma se accompagnati da carenze e manifestazioni cutanee, è ragionevole sospettare la presenza di parassiti.
Reazioni cutanee e allergiche:
• Eruzioni cutanee, eczema, orticaria
• Allergie improvvise o in aumento
Logica: i prodotti del metabolismo parasitario stimolano costantemente il sistema immunitario, spingendolo verso una iperreattività.
Sintomi notturni:
• Prurito nell’area peri-anale, soprattutto durante la notte
• Talvolta bruxismo durante il sonno
Questa è la classica presentazione dell’enterobiasi e di alcuni altri nematodi, associata a disturbi del sonno in bambini e adulti.
Temperatura subfebbrile:
• Valori cronici tra 37°C e 37,5°C senza una causa evidente
Interpretazione: una lenta e prolungata reazione immunitaria a un carico antigenico cronico.
Manifestazioni polmonari in assenza di un’infezione tipica:
• Tosse secca, episodi di soffocamento
• Infiltrati migranti evidenziati dagli esami di imaging
È possibile che si verifichi una fase “migratoria” nell’ascaridiasi o in altre infezioni elmintiche, mentre il verme transita attraverso il tessuto polmonare.
Segnali epatobiliares:
• Sensazione di pesantezza o dolore nel quadrante destro ipocondriaco
• Episodi di ittero cutaneo e sclera
Alcuni parassiti colpiscono i dotti biliari e il parenchima epatico, richiedendo non soltanto una terapia antiparassitaria, ma un approccio gastroenterologico complessivo.
Modifiche nelle preferenze alimentari:
• Voglia marcata di dolci e carboidrati semplici
Spiegazione: i parassiti consumano attivamente il glucosio, condizionando indirettamente una necessità insolita e persistente di zucchero nel paziente.
RIEPILOGO PER IL MEDICO:
1. Il farmaco di riferimento è l’Albendazolo; le altre molecole assumono il ruolo di strumenti specializzati.
2. Il successo della terapia dipende non dal numero di farmaci disponibili, ma dalla precisione della diagnosi e dal collegamento corretto dei sintomi con una possibile invasione.
3. La naturopatia è appropriata come supporto, per il recupero e la correzione delle carenze, ma non come sostituto dei farmaci antiparassitari.
4. Qualunque quadro clinico “vago” accompagnato da carenze, sintomi cutanei e digestivi merita almeno una volta la domanda diretta: non si nasconde dietro questo quadro una parassitosi cronica?
DIAGNOSTICA EMATICA:
2.1. Eosinofili Totali:
L’aumento degli eosinofili è caratteristico delle parassitosi tissutali e migratorie: toxocarosi, ancilostomiasi, strongyloidiasi, schistosomiasi.
Commento: eosinofili nella norma non escludono la parassitosi, ma un livello elevato richiede quasi sempre la ricerca del parassita.
2.2. IgE Totali
Marcatore aspecifico ma utile. L’aumento è tipico nelle elmintiasi e nelle reazioni allergiche ai prodotti del loro metabolismo.
2.3. Serologia (ELISA):
• Toxocara
• Strongyloides
• Echinococcus
• Schistosoma
• Fasciola
La serologia viene utilizzata in caso di sospetta invasione tissutale e sistemica, quando l’analisi delle feci risulta poco informativa.
DIAGNOSTICA DELLE FECI:
Coproparassitologico Standard:
Analisi tripla delle feci a intervalli di 48 ore. Rileva uova di ascaridi, ossiuri, trichuris, ancylostoma, lamblia, amebe.
Commento: la sensibilità aumenta con la raccolta seriale dei campioni. Il test standard spesso trascura parassiti in presenza di infezioni lievi.
Ricerca Antigeni di Giardia e Cryptosporidium:
Determinazione immunoenzimatica degli antigeni.
Elevata sensibilità per giardiasi e criptosporidiosi.
Commento: questi test vengono eseguiti regolarmente, soprattutto in pediatria.
Ricerca Proglottidi e Tenie:
Ricerca dei frammenti dei cestodi.
Utilizzata in caso di sospetta teniasi o difilobotriose.
BIOCHIMICA DEL FEGATO:
Gli esami non cercano direttamente il parassita, ma aiutano a riconoscere le conseguenze:
• Bilirubina e GGT elevate in caso di opisthorchiasi o coinvolgimento dei dotti biliari
• Ferritina cronicamente bassa in casi di giardiasi, ancilostomiasi, strongyloidiasi
LOGICA DELLA DIAGNOSTICA:
1. Se il sintomo principale è gastroenterologico, iniziare con l’analisi tripla delle feci.
2. In presenza di marcata eosinofilia, aggiungere subito la serologia per toxocara, strongyloidi, schistosomi.
3. Se i sintomi sono sistemici e di lunga durata, integrare con IgE, biochimica epatica e pannelli per gli elmintici tissutali.
4. Se nelle feci non si trova nulla, ma la clinica persiste, passare a serologia e PCR.
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Nel nostro laboratorio viene eseguita una diagnostica completa delle malattie parassitarie utilizzando metodi moderni — ELISA, PCR e microscopia.
Determiniamo la presenza di anticorpi e del DNA degli agenti eziologici principali di elmintiasi e infezioni protoszoarie.
Test sierologici (ELISA, sangue):
- Giardiasi, Giardia lamblia, anticorpi totali (IgG+IgM+IgA)
- Ascaridiasi, Ascaris lumbricoides, anticorpi IgG
- Toxocariosi, Toxocara canis, anticorpi IgG
- Opisthorchiasi, Opisthorchis felineus, anticorpi IgG
- Echinococcosi, Echinococcus granulosus, anticorpi (IgG + IgA)
- Trichinellosi, Trichinella spiralis, anticorpi (IgG + IgA)
PCR-panels per l’identificazione del DNA dei parassiti (qualitativo, su feci)
Panel “Elmintici intestinali” (9 agenti):
• Enterocytozoon spp./Encephalitozoon spp.
• Strongyloides spp.
• Hymenolepis spp.
• Ascaris spp.
• Taenia spp.
• Trichuris trichiura
• Ancylostoma spp.
• Enterobius vermicularis
• Necator americanus
Panel “Parassiti intestinali protozoari” (6 agenti):
• Giardia lamblia
• Entamoeba histolytica
• Cryptosporidium spp.
• Blastocystis hominis
• Dientamoeba fragilis
• Cyclospora cayetanensis
Inoltre, viene eseguita l’analisi delle feci mediante il metodo di concentrazione (Parasep) per l’individuazione microscopica di uova e cisti dei parassiti.
Per una valutazione completa dello stato dell’organismo possono essere prescritti:
• Emocromo completo (con formula leucocitaria)
• Analisi generale delle urine
• Proteina cationica eosinofilica (ECP) — indicatore dell’attività allergica e parassitaria
• Immunoglobulina E (IgE totale)
• Profilo epatico (proteine totali, albumina, bilirubina, ALT, AST, fosfatasi alcalina, GGT)
Esami aggiuntivi (a pagamento):
- Anisakis simplex o verme della sardina, anticorpi / Anisakis simplex (l-ab Redger, Germania)
(Indirect Immunofluorescence Test (IIFT)) – analisi immunofluorescente indiretta per la determinazione qualitativa.
Indicazioni:
• In presenza di sintomi da anisakiasi (dolore addominale, nausea e vomito, nonché eruzioni cutanee e prurito dopo il consumo di pesce crudo).
• In pazienti con anamnesi professionale (pescatori, addetti alla vendita del pesce, cuochi) o alimentare (consumo di pesce o calamari crudi).
- Calprotectina fecale (feci)
La calprotectina è una proteina rilasciata dai leucociti in caso di infiammazione.
Se presente in quantità elevate nelle feci → indica un processo infiammatorio intestinale.
- Sangue occulto nelle feci
Test che rileva un sanguinamento non visibile ad occhio nudo nel tratto gastrointestinale.
- Elastasi pancreatica (feci)
Utilizzata per la diagnosi di insufficienza enzimatica, pancreatite cronica e disturbi digestivi.
Metodi di indagine:
• Microscopia — permette l’osservazione visiva di uova e larve dei parassiti.
• Analisi ELISA — rileva gli anticorpi contro i più diffusi agenti eziologici.
• Diagnostica PCR — determina, con elevata precisione anche nelle fasi iniziali dell’infezione, frammenti di DNA dei parassiti.
Quando è consigliato sottoporsi agli esami:
• In presenza di stanchezza cronica, allergie frequenti, eruzioni cutanee;
• In caso di disturbi digestivi e riduzione delle difese immunitarie;
• Prima della gravidanza o di interventi programmati;
• Per controllare l’efficacia di un trattamento eseguito.
I nostri vantaggi:
• Strumentazione di laboratorio moderna e reagenti certificati;
• Elevata precisione, attendibilità e rapidità nell’esecuzione degli esami;
• Accesso online comodo ai risultati;
• Possibilità di ottenere una consulenza da un medico infettivologo e un parere complessivo.
